Il plebato di Acone

Intorno al XIII secolo il comune di Pontassieve viene diviso in distretti territoriali detti plebati che fanno capo alle pievi presenti sul territorio. Prendono generalmente il loro nome dalla pieve di riferimento: Acone diventa quindi uno dei sei plebati di Pontassieve. A loro volta i plebati vengono suddivisi territorialmente in base alla dislocazione di chiese minori.

Inizialmente il pieviere (utilizzato come sinonimo di plebato) non comprende solo il circondario della frazione, ma tutta quella porzione della valle inferiore al fiume Sieve dalla cima di Monte Giovi fino ad arrivare a Montefiesole. Successivamente con il nome Pieviere di Acone si indica invece solo una piccola porzione della valle, cioè quella compresa tra la pieve di S. Eustachio in Acone e la chiesa di S. Maria in Acone.

Il plebato di Acone è originariamente così composto:

  • Acone, S. Eustachio
  • Acone, S. Maria
  • Aceraia, S. Margherita
  • Colognole, S. Andrea (comprensiva della chiesa di S. Piero a Colognole)
  • Colognole, S. Brigida
  • Colognole, S. Ellero (ovvero S. Ilario)
  • Grignano, S. Martino
  • Montebonello, S. Miniato
  • Petroio, S. Martino
  • Vicoferaldi, S. Maria

Tra il XIII secolo e il XIV secolo ogni anno, in occasione della festa di san Giovanni Battista (24 giugno), tutti i prodotti dei terreni del plebato vengono presentati come censo al Vescovo di Firenze. Successivamente ogni plebato versa alla chiesa fiorentina l’importo della Decima che viene trascritto nel cosiddetto registro delle Rationes Decimarum.

Situazione attuale

Attualmente la frazione Acone ricopre una superficie di poco inferiore ai 5 ettari, e comprende sostanzialmente tutti i terreni che si estendono dalle pendici di Monte Giovi fino al confine con Santa Maria.

Le uniche due chiese rimaste territorialmente legate alla frazione sono S. Eustachio in Acone (la pieve) e Santa Maria in Acone (quest’ultima filiale alla pieve). Per la Curia fiorentina Acone è una cosiddetta parrocchia extraurbana.

Toponimi

Ognuno dei seguenti toponimi rappresenta un gruppo di case, un confine di terreni, un luogo – alle volte anche un semplice incrocio di strade – cui viene conferito dagli abitanti un particolare significato (per la caccia, l’agricoltura, la presenza di una fonte di acqua, un avvenimento particolare, etc.):[30]

  • Albero (Pian d’)
  • Belvedere
  • Brucoli
  • Capiteto
  • Casalta
  • Case (Le)
  • Cassero
  • Castellaccio (Borro di)
  • Fontanella
  • Fontanino (o Fonte al topo)
  • Fossatino
  • Guardingo (o Vardingo)
  • Lastra
  • Lastro
  • Lori
  • Morra
  • Peretola
  • Pratali
  • Pratelli
  • Ranocchia (Borro della)
  • Rialta
  • Rimaggio (Fosso di)
  • Setriano
  • Stanica
  • Vaccamorta (Borro di)
  • Vallecchio (o Valecchio)
  • Valle
  • Valli (Le)

Viabilità

A seguito di molti lavori di urbanizzazione la frazione di Acone è raggiungibile da tre diverse strade: la prima e più antica (via dell’Argomenna) parte da Montebonello, costeggia il torrente Argomenna, lo attraversa con un ponte realizzato intorno alla metà del Novecento e poi sale molto ripida fino al borgo passando per Santa Maria.

La seconda (via S. Eustachio), realizzata intorno agli anni cinquanta, parte sempre da Montebonello in direzione della pendice meridionale di Monte Giovi e arriva direttamente nel cuore del borgo.

La terza (via Antonio Montinaro), resa transitabile nel 2004 grazie a lavori di asfaltatura, parte – al contrario delle precedenti – dalla sommità di Monte Giovi (in località Tamburino) per scendere fino ad Acone e ricongiungersi con via S. Eustachio.

Il paese è attraversato da un’unica strada, via S. Eustachio che in un tratto – quello più centrale – diventa via della Vittoria in memoria dell’armistizio del 4 novembre 1918 che decretò la fine della Prima guerra mondiale.